Vangelo e letture della Domenica 9 Maggio 2021 con commento di Don Luciano

Pubblicato giorno 1 gennaio 2021 - Commento al Vangelo della Domenica, In home page

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Domenica 9 Maggio 2021

Prima lettura  At 10,25-27.34-35.44-48

Dagli Atti degli Apostoli

 

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!». Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.  Parola di Dio

 

Salmo responsoriale  Sal 97

 

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo.

 

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d’Israele.

 

Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni!

 

Seconda lettura  1Gv 4,7-10

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

 

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.  Parola di Dio

 

Vangelo  Gv 15,9-17

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».  Parola del Signore

 

DON LUCIANO:     LA PAROLA DELLA DOMENICA

Gesù oggi ci dice: “Rimanete nel mio amore!”. È tutto un programma di vita che coinvolge i discepoli: l’amore di Dio e l’amore dei fratelli. L’amore di Dio ci precede: “L’amore è da Dio, chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio”. Non dobbiamo cercare Dio e il suo amore, lui per primo ci ha cercati e ci ha amati “Perché avessimo la vita per mezzo di Lui”. Ci ha donato suo Figlio, Gesù, che chiarisce in cosa consiste l’amore di Dio. “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi”. Non dobbiamo cercare una misura dell’amore. La misura è il “come” di Gesù. Cioè: proprio lo stesso amore, non dobbiamo togliere né aggiungere niente. Lui ha donato per noi la sua vita, e noi siamo chiamati a donare la vita per i fratelli. Lui ci ama, ci vuole bene perché la sua gioia sia in noi, e noi siamo, dobbiamo diventare costruttori di gioia. Lui non ci chiama più servi, ma amici, e noi dobbiamo considerare amico ogni uomo, perché, ci insegna Papa Francesco, ogni uomo merita la nostra amicizia, ogni uomo è fatto ad immagine di Dio: “nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici. Gesù ci ha scelti perché portiamo frutto, e questo frutto rimanga”. Il frutto è la presenza costante di un amore così grande nel mondo. Un amore che non si lascia vincere da nessuna difficoltà. Come Pietro va verso Cornelio, verso i pagani, perché il suo cuore gli rivela che l’amore di Dio non ha confini e non fa distinzione di persone.

 

Buona Domenica

 

Don Luciano

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