Vangelo e letture della Domenica 25 Luglio 2021 con commento di Don Luciano

Pubblicato giorno 30 giugno 2021 - Commento al Vangelo della Domenica, In home page

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Domenica 25 Luglio 2021

Prima lettura  2Re 4,42-44

Dal secondo libro dei Re

 

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”». Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.  Parola di Dio

 

Salmo responsoriale  Sal 144

 

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

 

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

Dicano la gloria del tuo regno

e parlino della tua potenza.

 

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa

e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.

Tu apri la tua mano

e sazi il desiderio di ogni vivente.

 

Giusto è il Signore in tutte le sue vie

e buono in tutte le sue opere.

Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,

a quanti lo invocano con sincerità.

 

Seconda lettura  Ef 4,1-6

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

 

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.  Parola di Dio

 

Vangelo  Gv 6,1-15

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.  Parola del Signore

 DON LUCIANO:  LA PAROLA DELLA DOMENICA

 La scorsa settimana il vangelo ci parlava della tenerezza di Dio. Possiamo dire che il vangelo di questa domenica, anche se è di Giovanni, è perfettamente in continuità col tema della scorsa settimana, e cioè: l’attenzione di Gesù verso coloro che sono i più bisognosi. Quel giorno mancava il pane, cioè secondo Gesù la folla che lo seguiva era ormai stanca e affamata. Gesù non richiede nessun intervento straordinario, ma parte dalla realtà così com’è: “C’è qui un ragazzo che ha 5 pani d’orzo e 2 pesci, ma che cos’è questo per tanta gente?”. La risposta di Gesù è semplice: “Fateli sedere”. Gesù prende il pane e i pesci e li fa distribuire a tutti dai discepoli. Non si preoccupa se sono sufficienti o no per una folla così grande (sono circa 5000 uomini), si preoccupa invece di iniziare la sua disponibilità verso i loro bisogni, partendo da quello che c’è sul mercato: 5 pani e pochi pesci. Noi siamo sempre stati abituati a chiamare questo fatto miracoloso come “la moltiplicazione dei pani e dei pesci”. Ma non è corretto, perché il vangelo parla semplicemente della distribuzione dei pani e dei pesci. È evidente la sproporzione tra la necessità di tante persone e la pochezza di quello che avevano a disposizione. Tuttavia quello che interessa a Gesù è partire dalle risorse umane esistenti per arrivare alle necessità di tutti. Noi siamo più portati, soprattutto in questo periodo di pandemia, e di calo della fede, a preferire tutto ciò che sa di miracolo e rivolgerci a Dio con l’attesa di un suo intervento straordinario. Gesù invece preferisce partire da quello che di fatto c’è, per arrivare a saziare la fame di tutti. Se facciamo un po’ i conti con quelle che sono le risorse, e quello oggi che è necessario, ci rendiamo immediatamente conto che il cibo che c’è sul pianeta è molto di più di quella che è la richiesta delle popolazioni. Il problema sta nel fatto che la distribuzione raggiunge in modo immediato le popolazioni ricche. Tante popolazioni invece soffrono la fame! Gesù quindi ci riporta “a pensare” la realtà che ci circonda, e la realtà del mondo intero, con gli occhi del vangelo: quello che c’è è di tutti, e tutti hanno diritto al loro pranzo. Mi pare sia questa l’indicazione che ci dà il vangelo di oggi. Anche se ci aiuta ad alzare un po’ lo sguardo per scorgere, sullo sfondo del racconto, l’Eucaristia: il pane della vita che non può mai mancare, né essere sequestrato da pochi.

 

Buona Domenica                                            Don Luciano

 

QUI  il PDF della Parola della Domenica 25 Luglio

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