La Parola della Domenica

Pubblicato giorno 31 ottobre 2019 - Commento al Vangelo della Domenica, In home page

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17 Novembre 2019.

Il vangelo di oggi ci insegna a guardare la storia con gli occhi di Cristo. Ci saranno guerre, terremoti e carestie, anche la distruzione della Città Santa, Gerusalemme, e del tempio: Gesù considera questi avvenimenti come elementi che fanno parte della storia, e che il discepolo deve essere pronto ad affrontare con fortezza e coraggio. Gesù si ferma soprattutto sulle persecuzioni: i credenti saranno accusati dai tribunali, traditi anche dai familiari e amici, odiati da tutti, e persino messi a morte! Gesù dice  che il male cui andiamo incontro è l’occasione per esprimere il bene più grande: dare testimonianza fino al “martirio”. Il discepolo autentico del Signore non lo si vede nella celebrazione liturgica e neanche nell’ora del servizio ai poveri. Il cristiano vero è colui che dona la vita come il suo Signore e a causa del suo nome: paga con il sangue! Il cristiano non vive la storia presente con la paura di quella futura: è nel mondo, ma non del mondo! S. Paolo dice che Cristo ci ha strappati da questo tempo malvagio, ormai la nostra cittadinanza è nei cieli! Passa la scena di questo mondo! È necessaria un’identità cristiana forte, ben divisibile, valida per tutti i battezzati. In questo tempo viene offerto ad ogni cristiano il “Kairós” favorevole, cioè l’occasione propizia per le sue decisioni definitive (Romano Penna). Viene offerto l’inserimento ordinato nella vita civile, la bontà del matrimonio, la necessità del lavoro. S. Paolo dice: “Guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità”. Nella lettera a Diogneto leggiamo: “I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per il territorio, né per la lingua, né per i costumi… Si sposano e generano figli come tutti, ma non espongono i neonati… Vivono nella carne, ma non secondo la carne, dimorano sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi, ma con la loro vita superano le leggi”.

 

Oggi è la penultima domenica dell’anno liturgico, che si concluderà con la festa di Cristo Re la prossima domenica. Conserviamo una fede lucida anche di fronte alla violenza del mondo, e al dilagare dello strapotere del male, teniamo fissa la speranza del Regno del Signore.

 

Buona Domenica               Don Luciano

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