Letture, Vangelo e Parola della Domenica 9 Giugno

Pubblicato giorno 13 gennaio 2024 - Commento al Vangelo della Domenica, In home page

Domenica 9 Giugno 2024

 Prima lettura  Gen 3,9-15

Dal libro della Gènesi

 

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».  Parola di Dio

 

Salmo responsoriale  Sal 129

 

Il Signore è bontà e misericordia.

 

Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica.

 

Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore.

 

Io spero, Signore;

spera l’anima mia,

attendo la sua parola.

L’anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all’aurora.

 

Più che le sentinelle l’aurora,

Israele attenda il Signore,

perché con il Signore è la misericordia

e grande è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele

da tutte le sue colpe.

 

Seconda lettura  2Cor 4,13-5,1

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

 

Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio. Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne. Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.  Parola di Dio

Vangelo  Mc 3,20-35

+ Dal Vangelo secondo Marco

 

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».  Parola del Signore

Don Luciano: La Parola della Domenica

 “Tutto sarà perdonato ai figli degli uomini… ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna”. Questa affermazione così dura da parte di Gesù verso  gli scribi è dovuta al fatto che lo ritenevano posseduto da Belzebub e scaccia i demoni perché è uno di loro. Tutti abbiamo sentito dire che esiste un peccato che non può essere perdonato, ma è anche probabile che pochi siano informati circa il peccato contro lo Spirito Santo che non viene mai perdonato. Gesù è molto chiaro nel dichiarare che il peccato contro lo Spirito Santo fa parte della categoria di chiamare male il bene e soprattutto rivolgere questa accusa a Gesù stesso, chiamandolo demonio. Ci fa riflettere la dichiarazione di Gesù perché tante volte, senza gravi motivazioni, o forse soltanto perché interviene una forte antipatia, non riconosciamo il bene dei nostri fratelli, anche quelli che nella scala gerarchica sono per noi superiori, come il Papa e i Vescovi. Queste affermazioni appartengono alla categoria di cui Gesù parla come peccati contro lo Spirito Santo, soprattutto se chiaramente riconosciamo dietro al Papa la presenza di Gesù cadiamo in questa rete. Certamente non si tratta di semplici antipatie o di affermazioni di poco peso, ad esempio quando il Papa dice che una delle responsabilità più grandi è “il chiacchiericcio” , oppure quando dice che preferisce una Chiesa ferita e sporca per il suo interesse o compromissione per aiutare i fratelli, piuttosto che una Chiesa sdraiata sui divani, e quindi una Chiesa chiusa. Ma se affermiamo che il Papa in affermazioni di morale o di fede agisce in nome del demonio allora dobbiamo drizzare le antenne e vedere se non siamo caduti nella trappola del peccato contro lo Spirito Santo. San Marco nel vangelo ci parla ancora di altre affermazioni da parte di Gesù e soprattutto i comportamenti esageratamente severi. Marco ci dice che alcuni dei capi affermano che: “E’ fuori di sé”. Possiamo dire che questa affermazione è un trampolino di lancio verso un peccato più grande. Quando la madre e i fratelli lo cercano, Gesù afferma con chiarezza: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” .  Ci sembra di vederlo girarsi intorno e fare il segno con la mano che quello che affermava riguardava tutti i presenti che lo stavano ascoltando: “Ecco mia madre e i miei fratelli! perché chi fa la volontà di Dio costui è per me fratello, sorella e madre”. Il libro della Genesi ci racconta il peccato di Adamo ed Eva. Un peccato che li porta a nascondersi . Ma Dio è talmente attaccato alle sue creature che va subito a cercarli: “Adamo dove sei? … Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare? “. Adamo accusa Eva di averlo tratto in inganno ed Eva accusa il serpente al quale Dio dice: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Questa immagine viene rappresentata molto spesso nelle immagini di Maria Immacolata. E una interpretazione di tutti i biblisti attribuisce alla stirpe di Eva il nome di Gesù, che a questo punto viene collocato nelle prime pagine della bibbia.

 

Buona Domenica                                             Don Luciano

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